Introduzione alla mostra
di Raffaele Masto
“L'ospedale pediatrico oncologico di Kiev non può non suscitare delle riflessioni in chi fa il mio mestiere e viene da quella piccola e unica parte del mondo, cioè la vecchia Europa, dove chi si ammala ha diritto ad essere curato gratuitamente e ad usufruire delle più efficaci medicine e terapie disponibili sul mercato.
I volti dei bambini e delle loro mamme in questi scatti di Ugo Panella hanno un merito, tra gli altri: quello che ci sbattono in faccia quanto è profondo il baratro che separa noi, cittadini del vecchio continente, con le nostre sicurezze, con il nostro valore della vita, con il nostro rapporto con la sofferenza e il dolore, da un luogo che sta a pochissime ore di volo dall'Italia.
Queste immagini dovrebbero farci arrossire per la fortuna sfacciata e immeritata che abbiamo e che troppo spesso non riconosciamo nemmeno.
Questi volti ci obbligano ad interrogarci su cosa vuol dire avere un figlio colpito da una malattia severa come il cancro e non potergli offrire un farmaco che potrebbe salvarlo.
Sapere che i bambini e le mamme di Kiev esistono, dovrebbe far nascere nelle nostre coscienze la consapevolezza che qualcosa dobbiamo fare per ringraziare il nostro dio della fortuna che ci ha riservato.”
Raffaele Masto
