Una petizione per salvaguardare l’8x1000
Il Governo Monti ha deciso che i fondi disponibili per l’8x1000 (145 milioni di euro) quest’anno verranno usati per usi diversi da quelli previsti dalla legge 222/85 che assegna l’8x1000 a gestione statale a fame nel mondo, beni culturali, assistenza ai rifugiati e calamità naturali.
Le organizzazioni o federazioni di ONG e le associazioni hanno criticato questa scelta dell’esecutivo che di fatto contraddice la volontà di voler rilanciare la cooperazione internazionale come aveva invece fatto intendere attraverso la creazione di un ministero dedicato.
Il Governo Monti si è difeso sostenendo che gli scopi per i quali verranno utilizzati i fondi (64 milioni alla Protezione Civile e 57 per l’emergenza carceri) siano assimilabili a quelli previsti dalla legge, ma non si conosce ancora la destinazione dei restanti 24 milioni e aumenta il rischio che alla cooperazione internazionale vengano dedicate sempre meno risorse (tra l’altro venendo meno agli impegni presi nei consessi internazionali).
Le associazioni non negano l’importanza di questi due settori, ma migliaia di progetti non potranno essere realizzati e la preoccupazione è che altri migliaia di progetti (che verranno presentati all’usuale scadenza del 15 marzo) rimangano senza fondi anche il prossimo anno.
Per questo motivo le associazioni stanno chiedendo al governo assicurazioni preventive su quello che intenderà fare con i fondi raccolti dell’8x1000 a gestione statale il prossimo anno. Si chiedono indicazioni trasparenti sulla presentazione dei nuovi progetti e che vengano presi impegni sulla futura ripartizione.
Questo è il senso della PETIZIONE SU TWITTER lanciata da bandiong.it.
Il testo:
"Chiediamo al Governo di fissare regole certe per la ripartizione dell’8x1000 a diretta gestione statale. Anche quest’anno infatti i 145 milioni di Euro disponibili sono stati utilizzati a piacimento dal Governo senza tenere fede agli scopi previsti della legge 222/85 (fame nel mondo, beni culturali, assistenza rifugiati, calamità naturali). Chiediamo che entro il 15 marzo (data di scadenza per la presentazione dei nuovi progetti) vengano date certezze alle organizzazioni e agli enti che possono accedere alla ripartizione dei fondi attraverso bando pubblico."







