Soleterre News
Dal Tibet in fuga 1.500 bambini scalzi sulla neve per 3.000 km
50anni d’esilio per il Dalai Lama e i tibetani
Nel 1959 il Tibet insorse contro l’invasione e l’occupazione militare della Cina, iniziata un decennio prima. La ribellione fu repressa duramente e a seguito dei fatti il Dalai Lama fuggì in India a Dharamsala.
A marzo di quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario dell’esilio del Dalai Lama e del popolo tibetano in India.
50anni che hanno visto il genocidio di più di un milione di tibetani e l’esodo di 100.000 persone che hanno seguito la loro guida spirituale. Ancora oggi continua quest’esodo.
Ogni anno dal Tibet scappano 1.500 bambini, da 0 mesi a 18 anni: una fuga di 30 giorni attraverso l’Himalaya, ad oltre 6.000 metri.
I neonati e i bambini più piccoli vengono portati sulle spalle dei più grandi e durante il tragitto può succedere che i soldati cinesi gli sparino addosso.
Questi bambini sono i figli dei tibetani perseguitati politicamente perché non vogliono abbandonare il proprio Paese. I genitori per salvare la vita dei figli sono costretti ad affidarli ad alcune guide che li scortano fino al confine con l'India dietro un compenso di circa 100 euro (cifra proibitiva per l'economia locale).
A causa delle terribili condizioni di viaggio i bambini che arrivano presentano, problemi respiratori, dermatiti, malattie infettive... A Dharamsala, in India, vengono accolti in un improvvisato centro medico, dove sono sottoposti ad un check-up generale, i casi più gravi vengono ricoverati mentre gli altri sono accolti in case-famiglia.
Soleterre ha intrapreso a inizio 2009 i lavori di costruzione di una casa di accoglienza per 40 bambini profughi del Tibet che vivono a Dharamsala. I minori accolti non vedono i loro genitori dal giorno della fuga, l’unico contatto, visto il controllo cinese, è la ricezione di un piccolo dono da parte di altri profughi che arrivano in India.
Il progetto di Soleterre prevede l’avvio di un programma sanitario, educativo e alimentare a favore di 40 bambini profughi tibetani (accolti nella casa) e di 2.000 bambini profughi (programma sanitario ed educativo). Le attività saranno realizzate con la collaborazione dello staff locale del Tibetan Children’s Village.
«Il nostro scopo della vita è aiutare gli altri. E se non potete aiutarli, almeno non fate loro del male.” Questa è una frase dell’attuale Dalai Lama, credo possa aiutare la riflessione su questa tragedia che continua da cinquant’anni – dichiara Damiano Rizzi, Presidente di Soleterre ONLUS – gli interessi economici e i rapporti diplomatici con la Cina hanno impedito sino ad oggi una risoluzione del problema, ma forse il senso di solidarietà può spingerci ad aiutare i bambini profughi.»
Ufficio Stampa Soleterre
Floriana De Pasquale
M. +39.320.40.99.260
Fonte: U. S. Soleterre
19/02/2009

