Soleterre News
Immigrati illegali: Un'ondata alle porte d'Europa
Aumenterà il numero degli immigrati illegali in partenza dai Paesi in Via di Sviluppo verso l’Unione Europea. E aumenterà in maniere esponenziale, con un’impennata imprevedibile, che vedrà il suo picco maggiore a cavallo fra la primavera e i mesi estivi ormai alle porte.
L’allarme, secondo quanto riportato da Il Sole24Ore di giovedì 9 aprile, è stato lanciato dallo stesso presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, che ha espresso le proprie preoccupazioni nel corso della conferenza stampa di presentazione del piano 2009-2010 di aiuti ai PVS.
“I nostri sforzi – ha detto Barroso, così come riportato sulle pagine del quotidiano nazionale – saranno rafforzati per contrastare il fenomeno”. Non soltanto immigrazione, dunque, ma immigrazione clandestina e incontrollabile, temuta e anticipata come uno degli effetti principali della crisi economica mondiale attualmente in atto.
La regressione mondiale vede in prima fila tra le popolazioni colpite quelle, appunto, dei Paesi da sempre svantaggiati, che vedono retrocedere ulteriormente la propria posizione sulla scala internazionale dello sviluppo. Aiuti e timori si sono dunque intrecciati nel corso della conferenza Ue: da una parte la preoccupazione crescente per il “grigio” futuro che ci attende alle frontiere europee; dall’altra la necessità di non venire meno agli impegni presi dal G8 del 2005, che fissava a 69 miliardi l’aiuto da destinarsi ai Paesi Poveri entro il 2010.
Per ora quegli stessi termini d’impegno sono costretti a slittare: pur riconoscendo la gravità della situazione, infatti, “per quest’anno la Commissione – ancora da IlSole24Ore - non ha previsto alcun aumento del Fondo di Sviluppo, chiedendo quindi uno sforzo ai Paesi membri pari a 20 miliardi di euro”. Obiettivo dichiarato: ridurre la povertà entro il 2015.
Fonte: Il Sole24Ore, 9 aprile 2009.
Il tema dei flussi migratori, della loro ondata in continua crescita e della necessità di rispondere con adeguate politiche di integrazione alla disperazione e ai bisogni di quanti fuggono da fame, miseria e guerra vede da sempre in prima fila Soleterre. Scopo dell’Associazione, infatti, non è soltanto quello di “portare aiuto” a popolazioni svantaggiate, ma anche e soprattutto quello di innescare processi di interscambio fra “noi” e “loro”, operando anche in Italia con progetti di sviluppo condotti in stretta collaborazione con le comunità di immigrati.
Ne sono un esempio l’apertura del Centro Imra, uno strumento di consulenza e sostegno ideato insieme alla Provincia di Milano per favorire la nascita e lo sviluppo dell’imprenditoria femminile marocchina in Lombardia, e il progetto “En Tu Casa”, che vede attivo presso la sede dell’associazione uno sportello di mediazione dedicato a donne e minori di provenienza salvadoregna.
La crisi si dovrà affrontare, dunque, operando su almeno tre fronti: l’emergenza nei Paesi in Via di Sviluppo; l’emergenza alle nostre frontiere; l’emergenza in termini di esclusione e discriminazione fra le “nostre” stesse strade.
Fonte: Ufficio Comunicazione Soleterre
10/04/2009

